(Pre)supponendo che gli ultimi dati Censis su giovani e lettura si possano leggere con una vena di ottimismo.
(Pre)supponendo che ogni iniziativa volta a promuovere la lettura sia cosa buona e giusta.
Va beh, per farla breve: l'altro giorno ho fotografato questa cosina in metro (non è un'anteprima, eh, ne han già parlato un paio di blogger, ad esempio qui).
Spacciano libri come caffè. Un pò di classici, un pò di bestseller (mi spiace che non si riconoscano i titoli, la cellu-foto fa un pò schifo), prezzi più o meno scontati ma non stracciati. E' un po' un tentativo, lo so, però mi chiedevo, no. Cioè. Io di solito perlomeolaquartadicopertina me la leggo. Una sfogliatina, un'occhiatina all'incipit.... No. Qui si vede solo la cover. Beh, in effetti con un affare simile si tratta di andare a sensazione. Tipo l'impressione (buona o cattiva) che ti ha lasciato una recensione letta altrove (magari su un freepress? mhm, ma ci sono recensioni sui giornalini gratuiti che si trovano in metro? non mi ricordo mica...). O il tam tam pubblicitario (o il passaparola on the web?) che ti ha già reso familiare un titolo. O rconoscere il nome di quell'autore del quale hai sentito parlare in tivvù.
Comunque.
A parte questo.
Se avessi avuto una quindicina di euro da "investire" in un caffè all'inchiostro, credo che li avrei infilati nella fessurina del Time Books. Giusto per vedere l'effettochefa.
